Perché Facebook continua a essere ancora vulnerabile nei confronti delle “notizie false”?

Secondo i dati pubblicati da Facebook stesso, 1.23 bilioni di persone accedono su Facebook ogni giorno – il che si traduce in 16% della popolazione globale. È a queste persone che molte imprese devono i loro guadagni di bilioni di dollari l’anno. Però, com’è possibile che a volte Facebook possa sembrare cosi vulnerabile di fronte alle notizie false?

La funzione, la quale permette di segnalare le notizie false per il momento è disponibile negli Stati Uniti, ma in alcuni casi è visibile anche nella versione italiana di Facebook. Questa funzione si può identificare con la scritta “Come identificare se una notizia è falsa”. Sotto si può leggere un breve messaggio il quale invita gli utenti a continuare la lettura per verificare i modi con i quali si può scoprire se la fonte di una data notifica è veritiera o meno.

Cliccando la notifica o accettando l’invito di questa funzione si arriva al sito il quale contiene 10 brevi consigli compilati e messi insieme per incoraggiare una lettura critica. Le notizie sospette verranno inviate alle organizzazioni che hanno aderito al servizio gratuito per la verifica dei fatti come FirstDraft ad esempio.

Agli utenti viene chiesto di “Valutare i titoli dei post” “Prestare attenzione alle URL” “Prestare attenzione a vari elementi insoliti ” ecc. Oltre all’icona posta sotto l’anteprima del post sono segnalati i siti che hanno eseguito una verifica dei fatti, con link verso i loro articoli o siti.

Il sistema sembra essere una buona via di mezzo per evitare le censure, e al tempo stesso per mettere in guardia gli altri lettori. Il problema è che il processo per segnalare una notizia richiede tempo giacché prima la notizia falsa deve essere segnalata da un numero sufficiente di utenti attraverso la funzione “Segnala post” e usando la voce “Si tratta di una notizia falsa”.

Adam Mosseri, il vice presidente di Facebook a capo della divisione che si occupa delle news in un articolo ha comunicato che si tratta di una guida educativa. La parola guida o mezzo educativo è stata scelta per suggerire lo sforzo che Facebook ci ha messo per compilare questi consigli.

Facebook si “difende” affermando che questa funzionalità non è una soluzione temporanea. In un altro articolo, Mosseri ha affermato che le azioni future di Facebook saranno rivolte all’identificazione degli account fraudolenti limitando cosi anche gli spam. Infine, a Facebook non resta che accettare di dipendere dagli utenti contando su di loro per segnalare le pagine o i siti che condividono notizie false.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *